Tokyo è la prima tappa del nostro itinerario in Giappone e dal primo istante ci sentiamo catapultati in un altro mondo. La città è un’esplosione di luci, suoni e ritmi frenetici ma ordinati. Passeggiando tra i quartieri ci sentiamo dentro un anime: non è solo fantasia, è il riflesso perfetto della vita giapponese. Le espressioni, i gesti misurati, l’educazione quasi rituale e l’attenzione ai dettagli, tutto ciò che siamo abituati a vedere nei nostri anime preferiti prende vita davanti ai nostri occhi, incarnato nei giapponesi stessi.
In questo itinerario di 6 giorni, ti portiamo attraverso i luoghi imperdibili della città, per farti vivere la sua magia così come l’abbiamo vissuta noi.
Se vuoi sapere come muoverti o dove dormire leggi l’articolo sul nostro Itinerario in Giappone e non perderti l’articolo sui nostri Consigli Pratici di Viaggio.
Giorno 1: Shibuya, Shinjuku, Kabukichō
Iniziamo la nostra esperienza a Tokyo da Shibuya. Come prima tappa facciamo una sosta alla statua di Hachikō, il cane simbolo di fedeltà. Chi non ha visto il film e non ha versato qualche lacrimuccia?

Ci buttiamo poi nella mischia, perché non si può dire di aver visto Tokyo senza aver attraversato lo Shibuya Scramble Crossing. È un’esperienza quasi surreale: un mare di persone che si muove in tutte le direzioni circondate da insegne luminose e grattacieli.

Attraversiamo Shibuya Center-Gai, piene di negozi, sale giochi e ristoranti, essendo ancora mattina non tutti sono aperti ma la strada rispecchia l’idea di Tokyo che avevamo, un colpo d’occhio non indifferente.

Continuiamo a camminare, ci lasciamo alle spalle la frenesia per un po’ di tranquillità nel Parco Yoyogi. Qui si respira un’aria diversa: gli alberi altissimi, il suono del vento, la città sembra lontanissima.
All’interno del parco visitiamo il nostro primissimo santuario shintoista, il Santuario Meiji. L’ingresso è segnato da un torii di legno alto più di 12 metri. Poco più avanti, incontriamo una fila di grandi botti di sake, donate ogni anno dalle aziende produttrici come offerta agli dei. Da lì parte un sentiero immerso in una foresta con oltre 100.000 alberi provenienti da tutto il Giappone che porta fino al cuore del santuario, un’ampia corte circondata da edifici in legno di cipresso giapponese.

Ci dirigiamo poi verso il Giardino Nazionale di Shinjuku Gyoen, uno dei parchi più belli della città secondo noi. All’ingresso prendiamo una mappa per individuare le cose più caratteristiche da vedere. Il giardino è curato benissimo, in perfetto stile giapponese. Sarebbe bello poter trascorrere tutto la mattina qui ma abbiamo un itinerario serrato quindi scegliamo i punti più belli e passeggiando li visitiamo tutti.

Di passaggio facciamo una sosta al Hanazono Shrine, un piccolo santuario shintoista incastrato tra i grattacieli di Shinjuku. L’ingresso è piccolo e raccolto ma una volta dentro si apre un bellissimo tempio.

È quasi il tramonto e torniamo indietro verso Shibuya per salire sullo Shibuya Sky per una vista spettacolare della città dall’alto (potevamo vederlo di mattina, eravamo già lì, ma abbiamo preferito le luci del tramonto!). Abbiamo letto che con il cielo limpido a volte si arriva perfino a scorgere il Monte Fuji all’orizzonte, non siamo stati così fortunati ma la vista è comunque uno spettacolo.

È ora di addentrarci nella Tokyo notturna: Kabukichō, il quartiere che non dorme mai. Luci al neon, locali eccentrici e un’energia che sembra inesauribile. I giapponesi sembrano diversi qui, più rilassati, le camicie fuori dai pantaloni e le giacche in mano… forse anche un po’ sbronzi ma divertentissimi, sembrano la caricatura di loro stessi.

Giorno 2: Nikko
Il secondo giorno lo dedichiamo alla prima escursione in giornata da Tokyo e visitiamo Nikko.
Il complesso del Santuario di Nikko, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è una meraviglia architettonica, con maestose torri, portali e ponti, immersa in una foresta di cedri e circondata da montagne. Leggi l’articolo con l’itinerario dettagliato di una escursione di un giorno a Nikko.
Giorno 3: Chiyoda, Akihabara, Kagurazaka
Oggi andiamo dritti al cuore della città, il quartiere di Chiyoda, dove tutto sembra ordinato ed elegante. La prima tappa è la Stazione di Tokyo, un edificio in stile europeo fatto di mattoni rossi, che crea uno strano contrasto con i moderni grattacieli che lo circondano, noi lo apprezziamo.

Attraversiamo la stazione e arriviamo vicino al ponte Nihobashi. Lì un po’ nascosto scoviamo lo Zero Milestone in Japan, un piccolo monumento spesso ignorato, ma che segna il punto di partenza delle antiche strade commerciali e da cui oggi vengono misurate tutte le distanze stradali. A pensarci bene siamo proprio al centro del Giappone e come cantava qualcuno anche al centro del mondo!

Arriviamo fino al maestoso Palazzo Imperiale di Tokyo, circondato da fossati e giardini perfettamente curati. Anche se l’accesso agli interni è limitato, passeggiare intorno alle mura e attraversare il famoso ponte Nijubashi ci piace molto. È uno di quei posti che ti fanno sentire l’austerità della storia giapponese, una regalità quasi discreta.

Dopo pranzo, cambiamo completamente atmosfera e ci immergiamo in un altro volto di Tokyo tanto anelato da Paolino: Akihabara, il paradiso degli appassionati di anime, manga e tecnologia. Facciamo tappa da Yodobashi-Akiba, un edificio di nove piani dedicato alla tecnologia, dove si può trovare qualsiasi cosa, dagli ultimi modelli di fotocamere ai gadget più stravaganti. Poi, ci perdiamo tra i corridoi di Mandarake Complex, una vera mecca per i collezionisti di fumetti e action figure vintage. Qui ogni scaffale è un viaggio nel tempo, tra edizioni introvabili e oggetti da cultori del genere.

Dopo questa full immersion nel mondo geek, torniamo ad un’atmosfera più tradizionale visitando il Santuario Yasukuni dedicato ai caduti in guerra. Indipendentemente dalle controversie legate a questo posto, è una tappa che aiuta a comprendere una parte complessa della storia del Giappone che si intreccia con la storia europea.

La tappa successiva doveva essere il famoso Koishikawa Kōrakuen, un giardino tradizionale fatto di sentieri in pietra che si snodano tra stagni tranquilli, piccoli ponti e alberi secolari. Ma a causa dell’orario andiamo dritti alla tappa successiva.
Il Tokyo-daijingu Shrine è un piccolo ma affascinante santuario shintoista dedicato all’amore, è uno dei templi più popolari tra le coppie e i single in cerca di fortuna in amore. Uno degli elementi più caratterizzanti sono gli ema, le tavolette votive su cui i visitatori scrivono i loro desideri, spesso legati all’amore, al matrimonio o alla felicità familiare.

Proseguiamo poi verso Kagurazaka, un quartiere che è stato il centro della cultura delle geishe a Tokyo. Sembra un piccolo paese dentro la città, con stradine acciottolate, case di legno e i ristorantini nascosti, ci si sente trasportati un po’ indietro nel tempo. Ci fermiamo per la cena e osserviamo il sole calare e le stradine accendersi con le insegne dei locali.

Terminiamo la giornata al Golden Gai, un quartiere molto particolare fatto di stradine strettissime con minuscoli bar che si susseguono uno dietro l’altro. Ogni locale ha la sua personalità e può accogliere solo pochi clienti alla volta, rendendo l’esperienza molto intima e anche personale. Noi ci siamo limitati a girare per il labirinto di stradine e guardare estasiati la complicità tra i “baristi” e i mille tipi di clienti che si ritrovavano accanto a condividere questa esperienza.

Giorno 4: Monte Fuji
Dedichiamo la giornata alla tappe più iconica del Giappone: sua maestà il Monte Fuji.
Con il suo mix di panorami mozzafiato e luoghi pittoreschi, il Fuji-san e i suoi dintorni ci regalano un’esperienza indimenticabile. Ecco l’articolo su cosa fare in una escursione di un giorno al Monte Fuji.
Giorno 5: Ueno, Yanaka e Asakusa
Oggi iniziamo la giornata nel quartiere di Ueno. La prima tappa è l’Ameyoko Shopping District, un mercato caotico e colorato che passa anche sotto i binari della Yamanote Line. Bancarelle affollate vendono di tutto: snack giapponesi, spezie, vestiti e orologi a prezzi stracciati. Un quantità di cose tipiche e poi ci sono loro: i millemila gusti di KitKat, noi li compriamo tutti!

A pochi passi c’è il Parco di Ueno, uno dei più famosi di Tokyo. È un’oasi verde circondata da musei e templi, ma noi lo troviamo agghindato a festa, pieno di festoni e bancarelle di cibo, buonissimo! Attraversiamo i viali alberati fino al Laghetto Shinobazu-no-ike, uno specchio d’acqua circondato da piante di loto (in estate lo ricoprono quasi completamente ma in questa stagione non è nel pieno del suo potenziale). Nel mezzo del laghetto si trova il Shinobazunoike Benten-dō, un tempio buddhista dedicato a Benzaiten, la dea della saggezza e della fortuna.

Proseguiamo verso il Kiyomizu Kannon-dō Temple, un piccolo tempio con una veranda panoramica che da sul parco. Qui c’è anche la statua di Kosodate Kannon, a cui le donne giapponesi si rivolgono per ricevere benedizioni sulla maternità.

Lasciamo Ueno e ci spostiamo a Yanaka, un quartiere un po’ retrò. Qui Tokyo ha ancora il fascino della città vecchia, con case basse, templi nascosti e negozietti artigianali. Percorriamo la scalinata di Yūyake Dandan, un punto iconico da cui si ha una vista perfetta sulle stradine di Yanaka Ginza, una via commerciale piena di botteghe che vendono dolci tradizionali, ceramiche e oggetti vintage. Lo street food qui è spintissimo. Lungo la strada ci fermiamo ad assaggiare cibi tipici di ogni tipo, che scoperte. Una piccola taverna attira la mia attenzione, tavoli e sedie sono fatti con le cassettine di plastica, come un posto del mio cuore. Ci fermiamo a bere una birra fresca.

Dopo Yanaka, è il momento di Asakusa, uno dei quartieri più tradizionali di Tokyo. Qui si trova il famosissimo Asakusa Kannon Sensō-ji, il tempio buddhista più antico e importante della città. Entriamo attraverso il Kaminarimon, la porta del tuono: la grande lanterna rossa è uno dei simboli di Tokyo. Camminiamo poi lungo la via Nakamise, una strada piena di bancarelle che vendono dolci giapponesi, souvenir e kimono presa d’assalto dai turisti e gente del posto per il Midori No Hi. Oltre al Kannondo Hall si trovano altri templi, un giardino e anche una pagoda a cinque piani molto bella.

Ora ci aspetta l’ultima tappa della giornata: la Tokyo Skytree. È la torre più alta del Giappone e la seconda struttura più alta al mondo, progettata per resistere ai terremoti con un sistema ispirato alle pagode giapponesi. Di notte si illumina con colori diversi a seconda del giorno, noi ci becchiamo il blu.
Salire sulla Skytree è un’esperienza a sé. Ci sono due osservatori: il Tembo Deck, a 350 metri, con finestre panoramiche enormi che offrono una vista mozzafiato sulla città, e il Tembo Galleria, a 450 metri, con una passerella in vetro che ti fa sentire sospeso nel vuoto. Nei giorni limpidi dicono si veda persino il Monte Fuji all’orizzonte, ma anche quando il cielo è coperto, lo spettacolo di Tokyo illuminata di notte è qualcosa di indimenticabile. Dall’alto, la città sembra infinita: un mare di luci e grattacieli che si estende fino all’orizzonte. (La copertina dell’articolo è la vista dallo skytree, spettacolare!).

Giorno 6: Ginza, Yurakucho Yokocho e Rappongi
È il nostro ultimo giorno a Tokyo, e vogliamo sfruttarlo al massimo.
Oggi prenderemo il nostro primo shinkansen per Kyoto, abbiamo spedito le nostre valigie direttamente nell’albergo successivo ma ci rimangono gli zaini con l’occorrente per i due giorni senza bagaglio. Come prima cosa quindi torniamo alla stazione e lasciamo gli zaini nei comodissimi coin locker utilissimi per riporre gli zaini o i bagagli a mano in attesa dei treni durante gli spostamenti tra le città. La giornata può iniziare!
La prima tappa è il Tokyo International Forum, un edificio spettacolare molto futuristico. La sua struttura in vetro e acciaio crea giochi di luce incredibili e l’interno con il soffitto altissimo e le passerelle sospese è un colpo d’occhio non indifferente. È un posto che di solito non trovi tra le tappe turistiche classiche, ma merita assolutamente una visita.

Da qui, ci spostiamo nel quartiere di Ginza, il regno del lusso e dello shopping. Camminiamo lungo la Chuo-dori Avenue, la strada principale del quartiere: boutique di alta moda, grandi magazzini storici e palazzi dall’architettura incredibile. Anche se non siamo qui per fare shopping sfrenato, entrare nei negozi e curiosare tra le vetrine è comunque un bel modo per respirare l’atmosfera sofisticata di questa zona.

Per bilanciare cerchiamo un po’ di contatto con la natura nel Giardino di Hama Rikyū, un’oasi verde circondata dalla città: in classico stile giapponese stagni con ponticelli di legno, sentieri tranquilli e persino una casa da tè tradizionale affacciata sull’acqua. La cosa più sorprendente è il contrasto tra la natura perfettamente curata e i giganti di vetro e acciaio che svettano tutto intorno, ha un po’ le vibe di un Central Park d’oriente.

Tornando verso la stazione ci imbattiamo in un quartiere molto particolare, non era una tappa prevista ma ne siamo stati molto sorpresi. Il Yurakucho Yokocho è uno di quei posti su cui inciampi per caso, ma che in realtà sono caratteristici e indimenticabili. Nonostante si trovi a due passi da Ginza niente grattacieli scintillanti o negozi di alta moda, solo vicoli stretti pieni di piccoli izakaya (le tipiche taverne giapponesi) e bancarelle di street food. Molti di queste taverne sono situate sotto i binari della ferrovia JR e hanno spesso spazio per pochi clienti, con posti a sedere attorno a piccoli banconi di legno. Ci fermiamo a mangiare del sashimi freschissimo e sorseggiamo sake.

Dopo pranzo ci dirigiamo verso Roppongi, più nello specifico a Roppongi Hills, uno dei complessi urbani più moderni di Tokyo, un quartiere nel quartiere, un’area moderna e raffinata, famosa per i suoi grattacieli, i ristoranti di alta classe, le boutique di design e i suoi spazi dedicati all’arte.

Il fulcro di Roppongi Hills è la Mori Tower, un imponente grattacielo di 54 piani che ospita uffici, negozi, ristoranti e, soprattutto, il Tokyo City View. L’osservatorio principale è un’enorme sala con vetrate a tutta altezza, da cui si può ammirare Tokyo a 360° da 250 metri di altezza. Tokyo si stende davanti a noi in tutta la sua immensità, quale modo migliore per salutare la città?

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Il nostro viaggio non è finito qui. Seguici nella nostra prossima tappa del viaggio: Kyoto.
Ultima modifica: 24 Marzo 2025