La Provenza, storica regione della Francia del sud, è un posto ricco di borghi da scoprire e paesaggi da ammirare. Molti la vedono come una sola meta estiva ma, grazie al clima mite e ad un cielo azzurro e luminoso tutto l’anno, la Provenza offre molto anche durante la bassa stagione. È un posto perfetto per chi vuole spostarsi in macchina e ha solo qualche giorno a disposizione.
Il nostro mini tour, lungo 1300 km, è durato 4 giorni. Se siete curiosi di scoprire di più ecco le città che abbiamo visitato.
Giorno 1: Avignone
Cominciamo il nostro tour della Provenza da Avignone, chiamata la “città dei papi”. Il suo centro storico, tutto in stile gotico-medioevale è avvolto da 5 km di mura ancora ben conservati ed è interamente visitabile a piedi in una giornata.
Tips for Trips: è meglio parcheggiare l’auto fuori dalle mure. Ci sono due grossi parcheggi collegati al centro con navette gratuite: il Parking des Italiens (dove abbiamo parcheggiato noi), a nord est della città vecchia e facilmente raggiungibile anche a piedi dal centro storico, e l’Ile Piot che fa parte dell’Ile de la Barthelasse.
Attraversate le mure per entrare in centro ci dirigiamo verso il Parco Rocher des Doms, arroccato su di una collina. Da qui si gode di un’ottima vista sul fiume Rodano, sul ponte d’Avignone e su parte del centro storico. Un buon punto di partenza per dare una sbirciatina a quanto di bello ha da offrire la città.
Ci dirigiamo verso il Ponte di Saint-Bénezet, conosciuto anche semplicemente con il nome di Ponte d’Avignone.
Tips for Trips: qui è possibile acquistare il biglietto unico per l’ingresso sia al ponte che al Palazzo dei Papi scegliendo l’orario della visita. Così facendo si evita la coda interminabile all’ingresso e si può accedere direttamente al Palazzo.
Si trova sul fiume Rodano e originariamente portava verso la città di Villeneuve, dalla parte opposta del fiume. Venne costruito nel XII secolo e la sua lunghezza era di 900 metri composto da 22 arcate. L’impeto del fiume ha più volte danneggiato la struttura del ponte che veniva prontamente ripristinata fino all’ennesima alluvione del 1668. Da allora rimangono solo 4 arcate.

Orari: Aperto tutti i giorni. Gennaio - marzo: dalle 10.00 alle 17.00. Aprile - giugno: dalle 10:00 alle 18:00. Luglio - agosto: dalle 10:00 alle 19:00. Settembre - 6 novembre: dalle 10:00 alle 18:00. - 7 novembre - dicembre: dalle 10.00 alle 17.00.
Risaliamo la collina e arriviamo a Place du Palais, dove si trovano la Chiesa di Notre Dame – duomo di Avignone – e l’imponente Palazzo dei Papi che fa sfigurare tutto il resto intorno, sia per le sue dimensioni che per le sue fattezze. Passiamo oltre in quanto abbiamo prenotato il giro al Palazzo nel pomeriggio per concederci una passeggiata per il centro nelle ore più calde.
Ci spostiamo a Place de l’Horloge, la piazza principale di Avignone, che deve il suo nome al grande orologio che si trova sopra il grande municipio: l’Hotel de Ville. La piazza è ricca di bar e cafè – forse troppo turistici – ed è animata da una antica giostrina a cavalli e da bancarelle di artigiani locali. A fianco del municipio si trova il Teatro dell’Opéra costruito nel XIX secolo.

A poca distanza, in rue Collége du Roure, si trova Palais du Roure, risalente al XV secolo. Era un’abitazione costruita per una famiglia di banchieri fiorentina, ma è stata trasformata in un centro culturale. Non entriamo nel palazzo ma ci soffermiamo a guadare il suggestivo ingresso e il cortile.

Ci spostiamo a Place Pie dove si affaccia il mercato, Les Halles, all’interno di un edificio ricoperto di vegetazione – nota con il nome di mur végétal per le sue dimensioni: 30 metri di larghezza per 12 di altezza – nel quale si trovano le specialità gastronomiche provenzali e francesi. Les Halles è aperto solo la mattina quindi se siete amanti dei mercati il consiglio è quello di partire da qui come prima tappa della giornata per godersi il mercato in tranquillità.

Orari: Tutti i giorni. Martedì - domenica: dalle 6:00 alle 14:00. Lunedì chiuso.
Al centro di Place Pie svetta la Torre di Saint Jean, costruita durante il XVI secolo per la confraternita di San Giovanni di Gerusalemme. Inizialmente questa torre separava la piazza dal quartiere ebraico, ma durante il XIX secolo gli edifici confinanti con la torre erano stati abbattuti. La torre è invece stata rinforzata e dotata di un orologio installata sulla sua facciata.

Ci addentriamo nei vicoli del centro, ricchi di vita e negozietti più o meno vintage. Ci facciamo un po’ incuriosire e ci perdiamo tra le viuzze. Attraversiamo Piazza Saint-Didier con l’omonima chiesa – risalente alla metà del XIV secolo – che rispecchia lo stile gotico di tutta la città di Avignone. Ci spingiamo fino Place des Corps Saints dove tanti tavolini di bar occupano il piccolo spiazzo. Sullo sfondo un’enorme chiesa: la Chiesa dei Celestini costruita alla fine del XIV secolo su iniziativa dell’antipapa Clemente VII e del re Carlo VI.

Ci dirigiamo verso la via principale, ma facciamo tappa alla bellissima Chiesa Saint Martial, una grande chiesa immersa in un piccolo parco cittadino ben curato e lontano dal caos del centro, ottimo per prendersi una pausa. Costruita nel XIV secolo come monastero e scuola per l’ordine benedettino è stata abbandonata durante la rivoluzione francese e riconvertita in museo di storia naturale fino agli inizi del XIX secolo. Oggi è una chiesa protestante. Nella parte esterna sono visibili le rovine del vecchio chiostro di Saint Martial nella piazzetta Agricol Perdiguier.

Risaliamo Rue de la République e facciamo una piccola deviazione per visitare la Basilica di San Pietro d’Avignone, risalente al XIV secolo. L’ingresso dà sulla piccolissima Place Saint-Pierre e sembra quasi nascosto. L’ampia facciata principale, in stile gotico decorato da due piccoli torri ai lati, crea un contrasto molto suggestivo con la piccola piazzetta nel quale si trova. All’interno, il contrasto è ancora evidente, la basilica è costituita da una navata centrale lunga quasi 26 metri, per quasi 10 di larghezza e l’altezza totale è invece di 15 metri.

Per tornare a Place du Palais attraversiamo la suggestiva e bellissima Rue de la Peyrolerie. Questa piccola strada, scavata nella roccia, costeggia il Palazzo dei Papi e passa sotto uno dei suoi contrafforti.

La Chiesa di Notre Dame si trova su una rocca – la cosiddetta Rocher des Doms – ed è accessibile dalla piazza tramite una lunga scalinata divisa su due lati. Venne costruita nel XII secolo ma all’inizio del XV secolo il campanile originario crollò così venne eretto uno l’attuale. Questo campanile rappresenta anche la facciata esterna della chiesa ed è dotato di un gigantesco carillon a 35 campane. Sulla sommità del campanile si trova la statua della Madonna, che dal basso sembra di dimensioni normali ma è alta 6 metri e pesa 4500 chili. All’interno di Notre Dame la struttura è divisa su quattro campate coperte da volte a botte.

È la volta del Palazzo dei Papi, uno dei più grandi e importanti edifici gotici medievali in Europa, proclamato nel 1995 patrimonio dell’umanità. Il palazzo, che sorge sul vecchio palazzo vescovile, venne fatto costruire dal papa Benedetto XII ed è composto da due edifici adiacenti: Vieux Palais caratterizzato dalla Torre degli Angeli, e il Palais Neuf con gli appartamenti papali e la Chapelle Clementine da cui si accede al tetto del palazzo. All’interno nessuna delle 25 sale conserva gli arredi originali ma, grazie alla visita multimediale con supporto di tablet – compreso nel biglietto di ingresso – è possibile visualizzare le stanze con le loro decorazioni e il loro mobilio, così come arredate all’epoca. Inoltre viene proposta una caccia al tesoro – per i più piccoli, dicono – in cui in ogni stanza ricostruita bisogna trovare un oggetto virtuale in cui è nascosta una moneta incisa con l’effigie dei papi. Se si trovano tutte alla fine del tour si vince il diploma di cacciatore di storia, inutile dire che è scattata la gara!

Orari: 15 marzo - 1 luglio: dalle 9.00 alle 19.00. Luglio, agosto e settembre: dalle 9.00 alle 20.00. Ottobre: dalle 9.30 alled 19.00. 1 novembre - 14 marzo: dalle 9.30 alle 17.45.
In serata, per ritornare verso la macchina, costeggiamo tutto il centro seguendo le mura e i bastioni illuminati e bellissimi. In totale sono quasi 5 km di mura del XIV secolo con 39 torri e 7 porte principali di accesso. Noi percorriamo solo la parte sud, partendo dalla Porte de la République fino alla Port de Saint-Lazare.

Giorno 2: Marsiglia
La nostra seconda tappa in Provenza è Marsiglia. Una città controversa, senza mezze misure, su cui ho sentito un sacco di pareri e storie – vere o presunte – ma se c’è una cosa certa è che o la ami o la odi… e io, l’ho amata da subito. È una città di mare, dalla natura multietnica, vivace e colorata, molto differente dalle altre città della Costa Azzurra e più simile per vocazione alla mia città del cuore.
Arrivati in città parcheggiamo al Q-Park Vieux Port ed è qui che comincia il nostro itinerario. Il Vecchio Porto di Marsiglia è il cuore della città, brulica di vita e ti catapulta immediatamente nell’atmosfera del posto. Dopo il lavoro di riqualificazione dell’architetto Norman Foster una vasta area è stata resa pedonale ed è stato istallato l’Ombrière, una grande tettoia a specchio. Nelle giornate ancora tiepide d’autunno è piacevole fare una passeggiata tra le banchine con il mare da compagno.
Risaliamo Place Villeneuve-Bargemon, una grande piazza pedonale ombreggiata da ulivi secolari e platani creata all’inizio del 2006 durante l’ampliamento del municipio. La sua bellezza sta nella sua posizione: offre una prospettiva che parte dal Porto Vecchio fino a Notre-Dame de la Garde creando un punto d’incontro tra il Porto, il Municipio e l’Hotel-Dieu.
Poco più avanti visitiamo la Chiesa Notre-Dame-des-Accoules, una delle più antiche della città, costruita sulle rovine di un antico tempio dedicato a Minerva nel corso dell’XI secolo. Particolare l’accostamento di tanti stili differenti dovuti alle svariate distruzioni e ricostruzioni. Delle sue origini rimane solo il campanile, oggi classificato Monumento Storico. Meritano una sosta il cortile e la cripta.

Procedendo lungo la Rue Caisserie arriviamo alla Eglise Saint Laurent, anche detta chiesa dei pescatori. É in stile romanico provenzale dalle linee semplici con il campanile ottagonale e la muratura in pietra da taglio rosa. La porta di entrata si trova al centro del lato lungo e da su una piccola piazza che domina tutto il porto e prospetta verso Notre Dame de la Garde e il Forte St. Jean cui è collegata da una passerella.

Attraversiamo la passerella ed entriamo al Forte St. Jean una fortificazione costruita nel 1660 da Luigi XIV di Francia di fronte al Fort Saint-Nicolas che si trova sul lato opposto del porto. La struttura si compone di diversi edifici suddivisi su due livelli. Nel livello inferiore si trova la Torre di Re Renè alta 28,50 metri e composta da quattro stanze servite da una scala a chiocciola di 147 gradini che si aprono sulla terrazza sul tetto. Appartengono a questo livello anche la Cappella Saint-Jean e una piazzetta da cui parte la galleria della salita dei cannoni passando sotto la galleria degli ufficiali per terminare al livello superiore. Al livello più alto si trova la Torre della Lanterna Rotonda che fungeva da faro, la Galleria degli Ufficiali e la Vecchia Caserma demolita dove sono ancora visibili i resti di un mulino e di un forno. Tutt’intorno al forte si può passeggiare lungo le mure del forte, il panorama sul mare e la costa è molto suggestivo.
Attraversiamo la seconda passerella che collega il forte con il Mucem – Museo delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo – un grande blocco nero di cemento alveolare. Lo attraversiamo solo di passaggio ma il tetto offre un punto di ristoro e riposo con vista.
Ci dirigiamo verso la Cattedrale di Santa Maria Maggiore – una delle più grandi cattedrali in Francia – costruita nella seconda metà del secolo XIX. Sorprende per il suo stile neo bizantino, presenta più cupole ed è caratterizzato dalla presenza di due torri gemelle sulla facciata in pietra a strisce bianche e verdi.

È quasi ora di pranzo, ci spostiamo a Le Panier, quartiere di Marsiglia per eccellenza, vero cuore dell’antica città. Qui si insediarono i primi greci quando arrivarono. Era il quartiere dei pescatori, poi arrivarono le ondate di immigrati e col tempo anche il contrabbando e la malavita. Ha continuato ad essere un quartiere “difficile”, bello, ma malandato e pericoloso. Nel 2013, con la candidatura a Capitale Europea della Cultura, il quartiere si è aperto al turismo mantenendo il suo carattere popolare ma con un accento alternativo e hippie. Passeggiando per i suoi vicoli ci perdiamo tra ristorantini multietnici e locali interessanti, un’infinità di atelier e boutique, negozietti vintage e laboratori artigianali. Il quartiere ci incanta assolutamente per la sua vivacità.


Al centro del quartiere si trova La Vieille Charité costruito da Pierre Puget (architetto, scultore, pittore nato proprio qui, nel Panier, nel 1620). Fu costruita in seguito ad un Editto (1640) del Comune di Marsiglia per dare un tetto ai poveri originari della città. L’edificio, salvato da Le Corbusier a metà degli anni ’40, oggi ospita alcuni piccoli musei, completamente gratuiti, tra cui un piccolo museo egizio, un museo di arte africana, una libreria e un caffè. All’ingresso si è accolti in un cortile simmetrico racchiuso da gallerie sui tre livelli, che proteggono al centro la cappella dalla forma ovale e la cupola barocca. Colpisce subito per la pace e la tranquillità, nettamente in contrasto con il resto del quartiere e della città.

La tappa successiva è Notre Dame de La Garde, noi scegliamo di raggiungerla tramite il trenino turistico che ci permette di fare il giro panoramico e vedere anche la costa. Partiamo dal Vecchio Porto, passando dal lungomare della Corniche godendo della splendida vista sul Forte Saint Jean e il Forte Saint Nicolas, il Palais du Pharo, l’Abbazia St Victor, il panorama mozzafiato del Pont de la Fausse Monnaie, dello Château Valmer o del famoso Vallon des Auffes. In lontananza ammiriamo le isole del Frioul e del Castello di If. Deviamo verso il Vallon de l’Oriol, dove passiamo attraverso le dimore marsigliesi arroccate lungo la collina.
Arriviamo infine a 162 metri di altitudine, dove ci aspetta Notre Dame de La Garde e un panorama straordinario, con la visione a 360° di tutta la città. La basilica è in stile neo bizantino. Vi si accede tramite una lunga scalinata ed è sormontata da un campanile alto 60 metri con in cima la statua della Vergine con il Bambino – opera dello scultore Eugène-Louis Lequesne – che i marsigliesi chiamano la “buona madre”. All’interno c’è una navata unica coperta da una volta a vela con cappelle laterali. L’abside è a pianta quadrata e soperto da una cupola. Al centro, sull’altare maggiore, si trova la statua della Dame de La Garde.


Orari: Tutti i giorni. Ottobre - marzo: dalle 7:00 alle 18:00. Aprile - settembre dalle 7:00 alle 19:00.
Ritorniamo in zona porto che è pomeriggio inoltrato e percorriamo la famosissima Rue La Canebière, strada principale che attraversa il centro storico di Marsiglia, dal Porto Vecchio al quartiere Réformés. Alla fine della strada la Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, nel suo bianco splendido stile gotico. I suoi campanili, alti 70 metri, svettano sui tetti della città e sono visibili lungo dall’inizio della via.

Ci concediamo un aperitivo, rigorosamente Pastis, e concludiamo la serata con una cenetta tipica e un buon vino a Place Thiars’s fountain, piena di luci e voci e colori caldi.
Giorno 3: Aix-en-Provence
Oggi ci fermiamo nella città che ci sta ospitando durante questo soggiorno in Provenza. Capoluogo della Provenza Aix-en-Provence è una cittadina raffinata, nota per le sue fontane (dicono più di cento), con un ricchissimo patrimonio architettonico e artistico, è in particolare la città di Paul Cézanne.
Il nostro percorso comincia da Place Saint-Jean-de-Malte (perché tappa più vicina all’unico parcheggio in cui abbiamo trovato posto in questo assolato e festivo lunedì di Ottobre). Qui si trova la Chiesa di Saint-Jean-de-Malte, la prima chiesa gotica di Provenza, eretta tra il 1272 e il 1277. Il suo campanile si eleva a un’altezza di 67 metri ed è il punto più elevato della città. Attiguo alla chiesa il Museo Granet che non abbiamo visitato perché chiuso – come praticamente la metà delle tappe che volevamo visitare, i francesi prendono sul serio la storia dei ponti festivi – ma so che ha un notevole patrimonio di opere di pittura e di scultura. La cappella al suo interne ospita “Granet XX”, una mostra ricorrente che espone numerose opere contemporanee, in particolare opere di Picasso e Kandisky.

Orari: Martedì - domenica: dalle 10:00 alle 18:00.
Costeggiamo il centro e passiamo davanti la Chiesa della Maddalena, che risale al XIX secolo, della quale si può ammirare solo la facciata poiché chiusa per lavori di ristrutturazione e stabilizzazione. Nella sua piazza si erge la Fontaine des Prêcheurs, costituita da una vasca stretta e quadrata con un bordo basso. Al centro vi è un imponente obelisco decorato con drappeggi.

Visitiamo la Cathédrale di Saint-Sauveur, principale luogo di culto di Aix-en-Provence. Sorta nel sito di un antico tempio pagano dedicato ad Apollo e poi della cattedrale di Santa Maria Maggiore, venne edificata in due fasi: quella romanica tra l’XI e il XIII secolo, quella gotica nel XVI secolo. Dal ricco e imponente portale gotico, che raggiunge oltre i venti metri, la cattedrale è dotata di numerose guglie e decorazioni, che riguardano anche il grande campanile (70 metri d’altezza) e gli interni, in chiaro stile gotico tradizionale. In contrasto con lo stile gotico esterno, all’interno si può visitare un bellissimo chiostro in stile romanico.

Oltrepassiamo la cattedrale e continuiamo a camminare fino ad uscire dal centro storico e saliamo sulla collina lungo via Pasteur. Al numero 8, all’interno di un cortile, ci imbattiamo nel Monumento Joseph Sec, un imponente monumento allegorico, noto anche come mausoleo Joseph Sec, dedicato al comune della città “osservante della legge”.

Continuiamo a salire su per la collina e dopo una passeggiata di 10 minuti arriviamo all’Atelier di Cézanne, in cui Cézanne stesso ha lavorato durante gli ultimi quattro anni della sua vita, dal 1902 al 1906. L’edificio è immerso nel verde, l’atmosfera è di pace assoluta e non si fa fatica a capire come mai il pittore era tanto affezionato a questo luogo. Purtroppo troviamo l’atelier chiuso – ci risiamo – ma leggiamo che è una stanza di cinquanta metri quadrati, illuminata da un’ampia vetrata, dove tutto è rimasto immutato dopo la morte del pittore: pennelli, colori e un enorme cavalletto meccanico che Cézanne stesso ha fatto costruire per sostenere i quadri più grandi.

Orari: 11 gennaio - 4 aprile (dal martedì al sabato): dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:00; 5 aprile - 31 maggio (tutti i giorni, escluso il 1° Maggio): dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:00; 11 giugno - 30 settembre (tutti i giorni): dalle 9:30 alle 18:00; 1 ottobre - 31 dicembre (dal martedì al sabato): dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:00.
Ci dirigiamo verso il Pavillon de Vendôme, uno storico edificio, costruito nella seconda metà del XVII secolo su progetto di Antoine Matisse per volontà del Duca di Vendôme Louis de Mercoeur, che volle farsi costruite una “folie”, una struttura che includesse un palazzetto monumentale circondato da grandi giardini (anche chiamato capriccio). Manco a dirlo troviamo anche questo chiuso. Passiamo un po’ di tempo nel magnifico giardino alla francese che lo circonda e ammiriamo la sua facciata con ornamenti barocchi di Atlantide, ghirlande di frutta e un mascherone.

Orari: 15 aprile - 15 ottobre: dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 18:00; 16 ottobre - 14 aprile: dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 17:00; Chiusure il 24, 25 e 31 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio.
Ritorniamo verso il centro che è ora di pranzo. Ci fermiamo in Place des Cardeurs. La piazza ha origine nel 1963 in seguito alla demolizione di un blocco di case malsane. Lo spazio col tempo è stato riabilitato e suddiviso tra tre piattaforme in pietra naturale. Il posto si è riempito di ristoranti e dehor che trasformano l’aspetto della piazza donandole un’atmosfera speciale nelle giornate autunnali ancora calde, quando le terrazze dei ristoranti sono piene di gente.
Facciamo tappa a Place de l’Hôtel de Ville, nel cuore della zona pedonale. La piazza ospita il Municipio cittadino all’interno di un palazzo in stile classico e decorato da inferriate in ferro battuto nel balconcino sopra l’ingresso, dove fanno bella mostra di se anche le bandiere. Adiacente al municipio c’è la Torre dell’Orologio che, oltre a un orologio e una meridiana, è in grado di indicare anche la stagione in cui ci si trova. Occupa il centro la Fontaine de l’eau Bénite costruita nel 1755, sormontata da una colonna romana che completa la bella cartolina provenzale rappresentata da questa piazza.

Tra la tante fontane di Aix, la più famosa è di certo la Fontaine de la Rotonde, in Place de Gaulle. È stata costruita intorno alla seconda metà del 1800 per celebrare l’arrivo dell’acqua in città. In cima ci sono tre statue di donne in marmo – per questo motivo viene anche chiamata fontana delle tre grazie – figure allegoriche che rappresentano i tre centri più importanti della Provenza: Marsiglia simbolo dell’Agricoltura, Aix-en-Provence simbolo della Giustizia e Avignone simbolo delle Belle Arti.

Da qui parte Cours Mirabeau che divide la città nuova dalla vecchia e rappresenta uno dei punti nevralgici della città. La bellezza del corso è dato anche dall’omogeneità dei materiali delle facciate dei diversi palazzi costruiti impiegando la stessa pietra dal colore caldo e decorate con balconi in ferro battuto e orpelli in stile barocco. Sul corso si trovano tre fontane bellissime: la Fontana dei Nove Cannoni, quasi completamente avvolta dalla vegetazione che nasconde le sculture, la Fontana dell’Acqua Calda, ricoperta di muschio – tanto da essere a volte anche chiamata la fontana del Muschio – da cui esce acqua termale a trentaquattro gradi e la Fontana di Roi René, con in mano un grappolo d’uva moscata – perché fu proprio lui ad introdurre questa varietà d’uva in Francia – alla fine del Corso. Poco distante da Course Mirabeau si trova Place des Quatre-Dauphins, considerata la più antica della città.


Concludiamo la giornata perdendoci per il centro della città, ammiriamo gli scorci e i vicoli che si aprono su piccole piazzette vive di bar, ristoranti e botteghe di ogni genere. Qui l’atmosfera provenzale si respira nell’architettura dei palazzi e nei prodotti tipici che ogni bottega espone.
Giorno 4: Antibes
Di strada verso casa ci concediamo una ultima breve sosta nella piccola cittadina di Antibes. Situata a picco sul mare, basta percorrere i suoi vicoli colorati, ricchi di fiori e di botteghe di artigiani e il grande mercato vivace per rimanere colpito dal suo fascino pittoresco.
Passeggiando per il centro storico, tra negozietti e turisti, ci perdiamo in un labirinto di strade, vicoli nascosti, piazzette pittoresche. Arriviamo alla Place Nationale e percorriamo le vie più animate rue Thuret, rue Clémenceau, rue Sade e Boulevard d’Aguillon e tutti i vicoli attorno.

Attirati dall’enorme vociare ci spostiamo al Mercato Provenzale che ci riempie di odori e colori di festa. Dal martedì alla domenica mattina, in Cours Masséna, si riempie di bancarelle di produttori locali che offrono il meglio della gastronomia provenzale, banchi di fioristi, orticoltori, pescherie, norcinerie, casari e produttori di artigianato provenzale.
Da una stradina scorgiamo la Cathédrale Notre-Dame-de-la-Platea che salta subito agli occhi per i colori accesi della facciata nel tipico stile barocco provenzale.
Proseguendo verso sud visitiamo il Comune Libero di Safranier, fondato nel 1966 per preservare e perpetuare le tradizioni locali. Annualmente vengono organizzate feste come la sagra del mais, della vendemmia a settembre, delle castagne a novembre e del ceppo a dicembre. Le stradine fiorite di questo piccolo quartiere sono incantevoli.
Nel punto più alto dei bastioni sorge Chateau Grimaldi. Nel Medioevo residenza dei Vescovi, divenne poi municipio per poi essere trasformato in caserma. Oggi è sede del Museo Picasso che – indovinate un pò? – troviamo chiuso. Nel 1946, infatti, Pablo Picasso utilizzò una parte dell’edificio come laboratorio. Dalla terrazza del castello pare si gode una magnifica vista sul mare e su Cap d’Antibes.

Orari: Tutti i giorni, tranne il lunedì e il 1 gennaio, il 1 maggio, il 1 novembre e il 25 dicembre. 16 settembre – 14 giugno: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00; 15 giugno – 15 settembre: dalle 10:00 alle 18:00.
Dal Museo Picasso percorriamo una meravigliosa passeggiata che segue le antiche mura, la Promenade de l’Amiral de Grasse: seguendo la strada ammiriamo scorci della città affacciata sul mare. Dalla rampa di Saleurs, dove in passato si salava il pesce, camminiamo lungo il mare, seguendo il percorso dei bastioni.

Dopo questa splendida passeggiata è tempo di rimettersi in macchina e ritornare verso casa. Spuntiamo la Provenza nella nostra Travel Bucket List ma manteniamo l’idea di ritornarci perché in questo splendido territorio c’è ancora molto da vedere.
Ultima modifica: 6 Marzo 2025